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I nanomateriali hanno avuto nel corso degli ultimi anni un ruolo sempre pi importante nella realizzazione di filati e tessuti con caratteristiche funzionali, passando dai relativamente semplici materiali in grado di

repellere l’acqua fino alla creazione di tessuti a base di grafene che possono integrare, ad esempio, celle solari o sensori.

Una nuova possibilit di sviluppo in questo campo arriva dai ricercatori della Tufts University, che sono riusciti a realizzare un esempio di filato “smart” grazie all’impiego di sensori e tecniche di microfluidica su scala nanoscopica. Questo filato pu essere ad esempio usato in campo medico nelle operazioni di sutura, con il beneficio di rilevare e fornire informazioni di estremo valore per terapie e trattamenti.

Su Microsystems and Nanoengineering i ricercatori spiegano come hanno realizzato i filati, che prevedono l’impiego di cotone grezzo o altri filamenti elastici, ricoperti con materiali conduttivi e successivamente immersi in particolari composti a seconda della specifica funzione che hanno voluto ottenere. In questo modo stato possibile realizzare filati come base per i fili di sutura o per i bendaggi, ciascuno con funzioni particolari, come ad esempio la capacit di rilevare lo stress o la pressione meccanici, la temperatura, i livelli di pH e glucosio.

Grazie ad un sistema di comunicazione wireless che connette le medicazioni “smart” ad un computer, tutti questi parametri sono di estrema utilit per determinare le condizioni del tessuto biologico cui i bendaggi o le suture sono applicati, cos da determinare lo stato di guarigione o l’eventuale sviluppo di infezioni.

“Crediamo che questi dispositivi potranno in futuro essere impiegati come suture o bendaggi intelligenti nelle operazioni chirurgiche per monitorare il processo di guarigione della ferita o integrarsi con sistemi di monitoraggio personalizzati e soluzioni di diagnostica point-of-care” ha commentato Sameer Sonkusale, responsabile del Nano Lab presso la Tufts School of Engineering.

I ricercatori avvertono comunque che in questo momento c’ ancora molto lavoro da fare per poter portare questo genere di filati ad un livello adeguato per l’applicazione pratica, in maniera particolare l’attivit di ricerca si concentrer sui problemi di biocompatibilit a lungo termine.

Questo lavoro rappresenta tuttavia un punto di svolta nello sviluppo di strutture di substrato per dispositivi medicali impiantabili. Fino ad ora questo tipo di strutture sono state limitate solamente a due dimensioni, restringendo quindi le possibilit di applicazione su tessuti piatti come la pelle. L’attivit dei ricercatori del Tufts permette di gettare le basi alla creazione di una piattaforma flessibile tridimensionale che pu essere adatta per l’uso con impianti ortopedici o per il trattamento di fratture, soluzioni che richiedono strutture tridimensionali complesse.

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