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L’occhio umano, per molti punti di vista (perdonate il gioco di parole), molto diverso da un sistema di acquisizione di immagine digitale. I nostri occhi non hanno un “framerate” fisso

o una risoluzione, non sono in grado di riprodurre i colori con accuratezza e coerenza e sono caratterizzati da veri e propri punti ciechi.

Queste particolarit ottiche, presenti in qualsiasi tipo di occhio biologico, sono il prodotto di un processo di selezione naturale che permettono di offrire una serie di benefici e vantaggi. E si tratta di particolarit studiate dagli scienziati attualmente all’opera nel campo delle tecniche e tecnologie di digital vision, allo scopo di individuare una possibile implementazione nei moderni dispositivi tecnologici.

Un esempio rappresentato da un nuovo tipo di lente creata dai ricercatori dell’Universit di Stoccarda: costituita da materiale plastico e stampata in 3D, le sue dimensioni non sono superiori a quelle di un granello di sale. Ma la loro dimensione solamente uno degli aspetti interessanti: il vero punto di forza la capacit di imitare l’azione della fovea, una caratteristica fisiologica chiave presente nell’occhio di molti esseri viventi, tra i quali l’uomo.

La fovea la parte centrale della retina dove si concentra un’alta densit di coni, un tipo di fotorecettori sensibili alle forme ed ai colori. La fovea l’area di maggior acutezza visiva e copre circa due gradi dell’intero campo visivo, permettendo di focalizzare il potere ottico dove necessario. E’ con la fovea che vediamo gli elementi e gli oggetti sui quali ci stiamo concentrando, ad esempio, durante un lavoro di precisione o durante la lettura: il punto che stiamo osservando appare perfettamente nitido, mentre tutto il resto risulta pi sfocato.

I ricercatori sono riusciti a ricreare questa struttura nelle piccole lenti, che permettono di offrire una maggior risoluzione nella zona centrale rispetto alla zona periferica, con la speranza di poter produrre fotocamere in grado di processare le immagini pi velocemente e con maggior efficienza. La ridottissima dimensione delle singole lenti suggerisce inoltre la possibilit di sfruttare queste tecnologie per la realizzazione di piccoli droni volanti o strumenti chirurgici che devono operare all’interno del corpo.

Attualmente vi ancora qualche piccolo problema nella realizzazione di queste lenti, in particolare il tempo necessario per stamparle in 3D. Problemi che dovrebbero poter essere risolti nel momento in cui si cercher di passare alla produzione in volumi commerciali.

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