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Un team guidato da un quindicenne del Somerset, in Inghilterra, ha vinto il primo World Drone Prix che si è tenuto durante il fine settimana a Dubai. Il quindicenne in questione

è Luke Bannister, che ha alzato il trofeo al cielo lo scorso sabato sera con i grattacieli della sfarzosa città sullo sfondo. Il team del quindicenne, Tornado X-Blades Banni UK, ha vinto complessivamente un premio di 250 mila dollari facente parte del montepremi da 1 milione di dollari pensato per l’edizione inaugurale della corsa.

Nella serata sono stati annunciati anche i primi World Future Sports Games, i quali si terranno nel mese di dicembre del 2017. All’interno dei giochi ci saranno categorie di diversa tipologia, fra cui gare acquatiche, corse e lotte fra robot, come anche corse fra auto a guida autonoma. Non mancheranno naturalmente le gare dei droni che, come nella rassegna di Dubai appena conclusasi, coinvolgono uomini alla guida di droni controllati da remoto che riescono a vedere dal punto di vista del velivolo grazie ad un visore apposito, simile a quelli attualmente in commercio per la realtà virtuale.

Bannister è riuscito, insieme al suo team, a battere i circa 150 team che hanno partecipato alle gare, piazzandosi nella prima posizione assoluta della manifestazione agonistica. Il cosiddetto drone racing è aumentato celermente in popolarità nel corso dell’ultimo anno, e al World Drone Prix hanno partecipato circa 2 mila spettatori. Lo “sport” ha suscitato interesse anche da parte del proprietario dei Miami Dolphins, tuttavia con i numeri sopra riportati non possiamo dire che si tratti di una categoria mainstream, ovvero già pronta per la fruizione da parte del pubblico di massa.

Anche il premio, senz’altro molto importante se si considera la nicchia della categoria, non è paragonabile a quelli delle competizioni sportive più celebri. I 250 mila dollari vinti dal team dovranno essere suddivisi fra i 43 membri appartenenti alla squadra, e non andranno naturalmente tutti al quindicenne inglese.

C’è tuttavia chi crede fermamente nel drone racing, e fra questi c’è l’intera città di Dubai: “Non è solo un gioco di volo, ma uno sport che richiede concentrazione mentale e accuratezza per permettere agli utenti di sincronizzare i comandi mentali con i movimenti delle mani”, ha dichiarato in passato Saif Mohammed al-Suwaidi, direttore generale dell’autorità avionautica di Dubai.

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