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<div>5G: le connessioni veloci saranno alla base dell'Intelligenza Artificiale del futuro</div>

Peiying Zhu (Chief Expert of Huawei Communication,Technologies Lab) Avrà davvero un impatto così forte l'arrivo del 5G? È questa la domanda che molti si (e mi) pongono. È una domanda che
ho girato direttamente a Peiying Zhu (Chief Expert of Huawei Communication,Technologies Lab), una dei 20 Fellow del marchio cinese, prima donna a ricoprire questa carica. Ogni 'G' ha portato con sé una piccola rivoluzione nel mondo delle comunicazioni. Lo scambio di testimone dal vecchio sistema TACS alle tecnologie 2G ha visto il passaggio a reti completamente digitali e ha portato con sé i primi scambi di dati sulla rete cellulare, battezzando strumenti di portata mondiale come gli SMS. Il 3G ha portato internet in mobilità e ha sancito il passaggio a una rete fondata sui dati e non più sulla voce. Il 4G sta portando la vera banda larga su smartphone, tablet e telefonini, riuscendo a fare concorrenza diretta anche ai servizi su rame. Qual è lo scenario che si prospetta per il 5G? "In questi anni tutto ciò che abbiamo fatto nel campo delle telecomunicazioni è andato soprattutto nella direzione delle comunicazioni tra persone" - ha esordito Peiying Zhu - "Quello che ci aspetta nel futuro segnato dal 5G è un mondo fatto di comunicazioni uomo-macchina e soprattutto tra le macchine stesse". Abbiamo incontrato la ricercatrice cinese nella cornice del Huawei Innovation Day 2016, che si è svolto a Parigi verso la metà del mese di giugno. "Le tecnologie 5G saranno alla base della prossima rivoluzione industriale" - è stato un po' questo il motivo ricorrente delle diverse presentazioni. Questo concetto è stato il cuore anche dell'intervento di Eric Verniaut, Senior Vice President of Industries EMEA di SAP. Siamo alla vigilia della Rivoluzione Industriale 4.0: nella metà dell'Ottocento abbiamo assistito alla prima Rivoluzione Industriale, seguita dalla rivoluzione dell'economia IT a partire dagli anni '70 del Novecento. Gli anni '90 ci hanno portato Internet, infrastruttura che ha modificato per sempre il paradigma dell'industria, del commercio e dell'economia. Nei prossimi anni sbarcheremo nel mondo della 'Networked Economy', in cui tutto sarà in rete. Sarà la Digital R-Evolution. Potrebbe sembrare un passaggio da poco, una semplice evoluzione della società connessa in cui già viviamo, ma non è così. La connessione veloce, istantanea, a bassa latenza e con alti volumi di dati tra le macchine potrà essere la base dell'Intelligenza Artificiale. Così come la nostra intelligenza non risiede nella capacità di calcolo dei singoli neuroni, ma nasce proprio dalle connessioni tra i neuroni, allo stesso modo la vera IA sarà possibile quando le singole macchine saranno connesse a formare un tessuto di 'neuroni artificiali'. Computer, sensori, robot, apparecchi di varia natura: l'intelligenza non risiederà nella singola macchina, ma sarà la connessione tra esse a creare una mente artificiale. Vista sotto questo punto di vista la rivoluzione che porterà con sé il 5G non è cosa da poco, anzi potrebbe avere un impatto simile a quello che ha avuto la nascita di Internet. Quali sono i fattori abilitanti che porterà con sé il 5G? La risposta è stata unanime lungo tutto il corso degli interventi: sono tre le chiavi di volta che permetteranno alle tecnologie 5G di puntellare il progresso tecnologico. La prima, e forse la più nota a livello di pubblico di massa, è la banda: si riusciranno a stabilire connessioni wireless da 10Gbit/s. La seconda: il numero delle connessioni potrà arrivare in totale a 100 miliardi, con picchi di 10 milioni di apparecchi per chilometro quadrato. Infine la latenza, che scenderà fino all'ordine di grandezza del millisecondo. Sono molti i settori in cui questi tre fattori abilitanti potranno giocare un ruolo chiave: il numero di connessioni sarà fondamentale per le smart home e soprattutto le smart cities, andando a superare una delle attuali barriere, che vede nel numero di connessioni per cella uno dei punti critici. Latenza impercettibile e possibilità di scambiare flussi video ad alta risoluzione in modalità wireless saranno due mattoni fondanti della realtà virtuale e aumentata e del controllo remoto di applicazioni critiche. Se poi il discorso cade sulla guida autonoma (anche di veicoli pesanti) è chiaro come senza i tre fattori abilitanti al meglio delle loro possibilità sarà difficile vedere concretizzarsi questi scenari. C'è un altro punto critico che però dovrà essere sbrogliato, ma si tratta di un ambito che per sua stessa struttura il 5G promette di affrontare di petto. Un mondo connesso e digitalizzato non potrà essere veramente tale se non potrà contare su una copertura estesa almeno al 100% della popolazione e che sia capace anche di essere capillare, spingendosi anche all'interno degli edifici e nei punti più difficili da raggiungere. Al momento siamo fermi a circa 70% della superficie terrestre e al 90% della popolazione, tramite 5 milioni di base station. Potrebbe sembrare poco il 10% della popolazione non coperta da servizi cellulari, ma stiamo parlando di circa 740 milioni di persone. In questo senso le tecnologie 5G porteranno una piccola rivoluzione a livello di infrastruttura di rete, come abbiamo già detto recentemente nel nostro approfondimento seguito agli incontri del Mobile World Congress. Le nuove tecnologie di connessione potranno servire, a seconda di come vengono declinate, sia i singoli utenti, sia operate come backhaul della rete, secondo il concetto della rete mesh. Condividendo la stessa tecnologia per la connessione utente-cella e per quella tra le celle stesse della rete è facile immaginare come possa essere più semplice costruire delle intelligenze 'pensanti' mettendo insieme i singoli apparecchi, ognuno dei quali potrebbe ricoprire anche il ruolo di 'nodo' di rete. Pensiamo a una lunga fila di autotreni: connettere tutti i camion tra loro può portare tutto il gruppo a muoversi con un'intelligenza superiore rispetto a quello che potrebbe fare il singolo automezzo, anche a guida autonoma. Mettendo insieme tutti i dati in arrivo dai diversi automezzi il gruppo in fila in 'platooning' può sfruttare le potenzialità della guida autonoma in modo più completo. Se poi il sistema è interconnesso anche ai veicoli esterni al 'treno' e può sfruttare anche le sue informazioni (ad esempio quella di un incidente sulla strada, portata da un veicolo in arrivo dalla direzione opposta che ha 'visto' dal vivo il blocco stradale) è facile intuire come le tecnologie di connessione 5G possano rappresentare un elemento facilitatore anche per l'universo della guida autonoma o fortemente assistita. Sono molti gli ambiti a cui questo concetto può venire applicato. Un esempio portato durante le conferenze è stato quello della fabbrica 4.0, dove i robot potranno operare in modo molto più flessibile rispetto a quanto fanno adesso. Connessioni e piattaforme mobili permetteranno di utilizzare i robot laddove lo richiede il momento, senza avere delle linee di produzione fisse, che devono operare per forza in modo concatenato. Si tratta dell'ultima frontiera di separazione tra l'automazione e il lavoro dell'uomo: in molti casi ancora oggi, infatti, la forza lavoro umana risulta molto più flessibile di quella robotizzata in quanto può spostarsi facilmente e può imparare nuovi compiti in modo molto flessibile. Nel momento in cui le macchine di una fabbrica potessero attingere a un'intelligenza diffusa questo vantaggio competitivo dell'uomo sulla macchina vedrebbe ridursi di molto la sua entità. In sintesi, quindi, la rivoluzione che ci porterà il 5G non sarà semplicemente quella di reti più veloci, ma dietro le nuove tecnologie si nasconde un vero e proprio cambiamento epocale, che apre il campo a scenari una volta immaginati solo nella fantascienza. Il dilemma è uno: l'uomo sarà in grado di sfruttare questa rivoluzione per il bene dell'umanità o l'intelligenza artificiale sarà specchio della stupidità umana?.

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