<div>AT&T compra Time Warner per 85 miliardi di dollari</div>

AT&T ha acquisito Time Warner, il colosso del mondo multimediale, per la faraonica cifra di 85 miliardi di dollari. La compagnia telefonica statunitense ha confermato pubblicamente il termine positivo delle trattative

fra le due parti in un lungo post sul sito ufficiale, superando di qualche miliardo l'offerta di due anni fa di Rupert Murdoch rifiutata dai vertici di Time Warner. Con questa manovra AT&T si trasforma da compagnia di telecomunicazioni ad impero mediatico.

Il gestore telefonico infatti controllerà adesso tutti i celebri brand posseduti da Time Warner, inclusi CNN, HBO e Warner Bros. Le prime notizie della fusione erano affiorate lo scorso venerdì e riportate da Reuters e Bloomberg, e confermate poi dal Wall Street Journal. Solo domenica è arrivata la conferma ufficiale, con AT&T che sottolineava come l'operazione fosse stata approvata all'unanimità dai consigli di amministrazione di entrambe le compagnie coinvolte.

Nell'ottica di differenziare l'offerta, molti operatori telefonici americani e non stanno cercando di trasformarsi in conglomerati multimediali. L'acquisizione di Time Warner infatti segue quella di DirecTV dello scorso anno da 48,5 miliardi da parte della stessa AT&T, ma anche le fusioni di Comcast e NBC Universal (del 2011) e di AOL e Yahoo da parte di Verizon. Il nuovo accordo con Time Warner avrà naturalmente delle implicazioni enormi su internet e l'industria dell'intrattenimento.

Espandendosi nel nuovo ambito, gli ISP competono direttamente con società emergenti come Netflix creando comunque situazioni particolari da gestire. Una compagnia come AT&T si troverà a competere con i concorrenti sia come distributore di contenuti che come creatore degli stessi, e già ci si chiede se la società favorirà i propri vettori all'interno delle proprie reti di comunicazione, in barba ai principi della net neutrality sempre più discussi negli ultimi anni ma non sempre applicati.

Considerata la posta in gioco, comunque, l'acquisizione sarà vagliata dalle autorità statunitensi, prima di essere confermata sul piano legale. Gli investitori di Time Warner riceveranno 107,50 dollari per azione, suddivisi in 53,75 dollari cash e 53,75 dollari in azioni AT&T.

Time Warner non è nuova ad acquisizioni dalle dimensioni faraoniche. Nel 2000, AOL acquistava il colosso multimediale alla cifra complessiva di 164 miliardi di dollari e le operazioni venivano approvate un anno più tardi sia negli USA che in Europa. Ai tempi l'acquisizione veniva definita come "il più grande errore nella storia del mondo aziendale" ed in effetti, scoppiata la bolla dot.com e iniziata la recessione economica internazionale, crescita e profitti di AOL sono colati a picco.

Nel 2002 AOL ha fatto registrare una perdita di 99 miliardi di dollari, la più grande mai fatta registrare da una compagnia statunitense. Il valore di capitalizzazione della società veniva infine decurtato a 20 miliardi di dollari, da un punto di partenza di 226 miliardi di dollari. Non è detto comunque che l'acquisizione di Time Warner porti male anche ad AT&T, ma prima di dire l'ultima parola bisogna aspettare il sì di enti regolatori, del Presidente e del Dipartimento di Giustizia.

Hillary Clinton ha già esposto "una serie di dubbi e preoccupazioni" che devono essere risolti prima dell'approvazione, mentre Donald Trump si è mostrato molto più duro: se vincesse infatti, si opporrebbe strenuamente alla fusione perché ci sarebbe "troppa concentrazione di poteri nelle mani di pochi".


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