Di macchine che sostituiscono lavoratori umani e di nuovi luddismi

I lettori pi assidui certamente ricorderanno il report del viaggio cinese organizzato da Hauwei per portare un ristretto numero di giornalisti della stampa italiana a visitare i luoghi laddove

i cellulari (e tutti gli altri prodotti del colosso cinese) vengono pensati, progettati e prodotti. Parlando con James Zou - Presidente di Huawei Italia, Consumer Business - eravamo venuti a conoscenza del fatto che ora Huawei affida la parte della produzione 'meno nobile' a produttori OEM terzi (Foxconn in primis), mantenendo in casa tutto il ciclo produttivo dei top di gamma, utilizzando per essi uno stabilimento con linee produttive totalmente automatizzate, praticamente prive di intervento umano.

un trend consolidato quello della sostituzione della forza lavoro umana con le macchine e che porr sempre pi interrogativi a livello sociale nel futuro, un futuro che ormai pi prossimo di quanto siamo generalmente portati a credere. quello che ha fatto anche la cinese Changying Precision Technology Company, che ha guadagnato l'onore delle cronache per il suo stabilimento dove, grazie alle macchine, ormai la produzione portata avanti da soli 60 dipendenti, contro i 650 occupati del passato. L'azienda produce parti per telefoni cellulari. Come dicevamo non si tratta di una caso isolato, ma di una tendenza ormai affermata e in crescita: nella stessa citt di Dongguan, sede della Changying Precision Technology Company, gi nel maggio 2015 la Shenzhen Evenwin Precision Technology aveva annunciato un piano per ridurre del 90% la sua forza lavoro (1800 dipendenti) in favore di macchine e braccia meccaniche.

Per il direttore generale della Changying Precision Technology Company, Luo Weiqiang, non solo una questione di costi: le macchine lavorano meglio degli uomini. Nel passaggio alla produzione quasi totalmente automatizzata la produttivit cresciuta del 250%, con una percentuale di pezzi difettosi che si ridotta dell'90%. Lo stesso manager ha dichiarato che nei piani i dipendenti umani dell'azienda arriveranno ad essere solo 20. Un percorso che anche la stessa Foxconn, principale costruttore degli iPhone di Apple, aveva annunciato di voler intraprendere, gi nel 2011. La Cina il primo mercato mondiale per quanto riguarda l'acquisto di robot: non ci sono dati aggiornati, ma nel 2014 erano gi 60.000 i robot acquistati da aziende cinesi. Con un calcolo che vede - a spanne - un robot sostituire circa 10 persone, gi oggi potrebbe essere pi di un milione il numero dei posti di lavoro 'umani' a rischio nella sola Cina. Certo, chi sta dalla parte di questa rivoluzione robotica porta a suo favore argomenti che tirano in causa i posti di lavoro di chi i robot li costruisce, programma e ne cura la manutenzione. I detrattori fanno per notare che una volta costruito un robot sostituisce un ampio numero di persone e che probabilmente la costruzione e la manutenzione dei robot saranno campi di competenza in cui i robot stessi sostituiranno gli umani. Macchine che pensano, progettano, costruiscono altre macchine.

Questo potrebbe essere il destino di molti posti di lavoro: gli analisti individuano nei lavori di manifattura industriale i primi a venire colpiti dal fenomeno, ma riduttivo pensare che siano solo gli operai quelli a rischio. Gi oggi molte aziende stanno usando sempre pi bot per il loro servizio clienti, ma ovunque ci sia un lavoro (neanche troppo) ripetitivo le macchine potranno essere pi efficienti e precise degli umani. I droni sostituiranno i piloti in molti compiti (come spruzzare gli insetticidi, fare misure aeree), ma anche tutti i lavori pericolosi, come quelli in miniera, nei pozzi e nelle piattaforme petrolifere potranno essere svolti in modo pi sicuro da delle macchine. Vi ricordiamo a questo proposito le sperimentazioni di Volvo per sostituire i guidatori umani su quei camion che si devono spingere fino a 1320 metri di profondit nel cuore della miniera di Kristineberg, nel nord della Svezia.

Saranno tempi duri per i revisori contabili, per gli operatori di call center, ma anche per chi lavora al bancone della reception degli hotel: gi ora esistono alberghi in cui tutto automatizzato e dal check-in al check-out non si incontra anima viva. Pensate ai vostri ultimi viaggi aerei: quante volte avete avuto a che fare con un addetto al banco dei check-in? Fukoku Mutual Life Insurance, agenzia assicurativa giapponese, ha sostituito 34 impiegati con un sistema IBM Watson Explorer: ora lui a occuparsi di calcolare le polizze e i rispettivi premi, analizzando pi velocemente degli umani certificati medici, ricoveri, operazioni e tutti i parametri che concorrono a stimare aspettativa di vita e valori simili. Il cambiamento in questo settore stata la possibilit per i sistemi di intelligenza artificiale di analizzare dati non strutturati, riuscendo a fare ordine tra video, testi destrutturati, file audio, immagini, territorio dove fino a poco tempo fa la mente umana era ancora imbattibile e insostituibile.

Anche lavori pi creativi saranno sostituiti dalle macchine, probabilmente in futuro a scrivere questo articolo non ci sar Roberto Colombo, ma Bob, un cervello virtuale situato in qualche server e utilizzando nella formula di Software-As-A-Service. Io stesso recentemente ho avuto pi di una volta la sensazione, leggendo una notizia o un post di qualche blog, di avere di fronte un pezzo scritto non da una penna umana, ma da un'intelligenza artificiale, o per lo meno da essa tradotta.

La grossa domanda quidi, non n se n quando verremo sostituiti dalle macchine nel nostro lavoro quotidiano, ma se le nostre societ sono pronte ad assorbire il cambiamento, che sar forse il pi grosso ancora di quello portato dalla Rivoluzione Industriale. Nel 1929 John Maynard Keynes fece una predizione: entro il 2029 gli abitanti delle nazioni sviluppate avrebbero vissuto in una societ perfettamente civile, con alti standard di vita, lavorando solo 16 ore la settimana. Passando dal capitalismo industriale a quello finanziario - in cui addirittura la ricchezza si genera in maniera immateriale - ci siamo trovati con la crisi dei mutui sub-prime, con livelli di disoccupazione in crescita, con migrazioni sempre pi pressanti e con una soddisfazione di vita che molti definirebbero inferiore a quella della generazione precedente: con le macchine a fare il nostro lavoro, invece che goderci una vita meno faticosa, finiremo dalla padella alla brace? Dobbiamo prepararci a un luddismo del 21 secolo?


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