<div>Internet of Things nel caos della mancata interoperabilità BTicino punta sul 'traduttore'</div>

Internet of Things: si tratta di un tema molto caldo, ormai sulla bocca di tutti. Un tema che ci ha sedotto negli ultimi tempi raccontandoci di grandi potenzialit, ma che

forse facciamo fatica a vedere ancora applicato alla nostra vita di tutti i giorni. Le pi grandi aspettative del pubblico consumer nei confronti dell'Internet delle Cose si concentrano in buona parte sul mondo della domotica e alcune mosse dei Big del web (vedi l'acquisizione di Nest da parte di Google) non hanno fatto che aumentare le aspettative della gente in merito. A ben guardare l'IoT una realt nella vita quotidiana pi di quanto possiamo pensare in prima analisi, rappresentando una tecnologia consolidata in molti settori a livello professionale.

Questa dicotomia tra la percezione del pubblico di massa e la reale penetrazione delle tecnologie IoT nel quotidiano testimonata anche dalle due differenti definizioni che si danno dell'Internet delle Cose, come ci ha raccontato in una chiacchierata Ernesto Santini- Direttore Architettura e sistemi nella Direzione Innovazione e sistemi di BTicino - che abbiamo incontrato visitando lo stabilimento produttivo del marchio a Erba (CO).

Da lato dei tecnici rientra nell'IoT ogni oggetto a cui pu essere assegnato un indirizzo IP e che pu 'dialogare' nella rete. La percezione consumer invece quella di oggetti controllabili con un'app. La visione dei consumatori finali quindi pi ristretta del tema nella sua interezza, ma sintomatica di quali siano gli interessi delle persone: avere il controllo degli apparecchi di casa a portata di dito, sfruttando in particolar modo il telefonino, oggetto sempre in tasca. Una visione ristretta rispetto a quella che la realt dei fatti, che in Italia vede gi 25 milioni di 'nodi di comunicazion', di oggetti connessi, come ci ha detto l'ingegner Santini.

Arrivare a un tale numero, che sulle prime pu sembrare enorme, semplice. Un esempio su tutti, i moderni contatori dell'energia elettrica, connessi alla rete e in grado di dialogare in modo bidirezionale. In ambito industriale facile poi immaginare la penetrazione delle tecnologie IoT e Machine-to-Machine nella gestione dei processi, delle flotte e dei prodotti. L'Internet delle cose porter benefici ai consumatori finali, ma potr rappresentare anche un importante momento per l'industria, creando nuove leve anche per la vendita.

Una casa in cui tutti gli oggetti sono connessi e dialogano tra di loro e con la rete permetter ad esempio una pi efficiente gestione dei consumi energetici a livello domestico, ma non solo. Sommando tutte le utenze, se queste sono intelligenti e in grado di dialogare con un cervello centrale, si pu creare un sistema in grado di prevedere in modo pi preciso picchi e tempi morti, con previsioni sul lungo periodo che possono risultare fondamentali, ad esempio, per il fornitore, per acquistare l'energia al momento giusto e nel quantitativo corretto, generando cos ricavi immediati.

Una casa in cui gli oggetti sono connessi pu anche vigilare in modo non invasivo sui suoi occupanti e aiutare nella gestione della vita quotidiana le persone meno autosufficienti. "L'IoT porter una rivoluzione per quanto riguarda il supporto alla vita anziana", questa l'opinione di Santini. Non solo sar pi facile comunicare a distanza con la persona anziana e sar pi facile tenere sotto controllo dati come i parametri vitali, anche con una sorta di visita a domicilio virtuale da parte del medico, ma la casa stessa sar in grado di rilevare comportamenti differenti da quelli abituali, inviando una notifica a chi di dovere.


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