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<div>L'uccellino esce dal nido: Facebook completa il primo test di volo di Aquila</div>

Connectivity Lab, la divisione di Facebook che si occupa delle attivit di ricerca, sperimentazione e sviluppo sulle tecnologie destinate a diffondere la connettivit in tutti gli angoli del mondo, ha
target="_blank" href="http://newsroom.fb.com/news/2016/07/aquilas-first-flight-a-big-milestone-toward-connecting-billions-of-people/" target="_blank">annunciato il raggiungimento di un importante traguardo con il completamento del primo test di volo del drone Aquila. Ne avevamo gi parlato qualche tempo fa: Aquila un velivolo alimentato ad energia solare, senza pilota, realizzato con lo scopo di portare la rete in quelle aree dove difficilmente sarebbe possibile arrivare con i mezzi e le infrastrutture tradizionali. Una volta completato Aquila sar capace di sorvolare, compiendo un percorso circolare, una zona con un'estensione di 60 miglia di diametro e ad un'altitudine di oltre 60 mila piedi, e con un'autonomia di circa tre mesi. La connettivit verr trasmessa a terra mediante un sofisticato sistema di raggi laser. Connectivity Lab aveva gi portato a termine alcuni test con una versione ridotta di Aquila, pari ad 1/5 circa delle dimensioni effettive, mentre questo il primo test eseguito a dimensioni reali. Lo scopo del test stata la verifica dei modelli operativi e del progetto complessivo del velivolo. Nel corso dei prossimi mesi sono previsti altri test che porteranno Aquila al limite delle proprie capacit, per verificare la validit del progetto. Il primo test funzionale stato un volo a bassa altitudine per oltre 90 minuti, ovvero il triplo di quanto originariamente pianificato, che ha dato modo di verificare prestazioni e adeguatezza dei componenti utilizzati, le scelte aerodinamiche, le prestazioni delle batterie, l'efficacia dei sistemi di controllo e la formazione dell'equipaggio che controlla il velivolo da remoto. Nei prossimi test Aquila sar fatto volare pi a lungo, a velocit di crociera pi elevata e forse anche al di sopra dei 60 mila piedi. Gli ingegneri di Facebook avvertono e riconoscono che vi ancora molto lavoro da fare, poich portare Aquila ad un'autonomia operativa di tre mesi vuole anche dire superare il record mondiale per il volo ad energia solare senza pilota, che attualmente di due settimane. Sul blog Code gli ingegneri hanno condiviso alcune interessanti informazioni ed osservazioni emerse dalle fasi di test. Ad esempio curioso sapere che, a fronte dell'estrema ottimizzazione compiuta per ridurre la massa del velivolo, Aquila non dispone dei tradizionali sistemi di decollo e atterraggio. Per spiccare il volo ha bisogno pertanto di un sistema esterno di decollo, usando un veicolo di appoggio, dal quale Aquila viene liberato una volta che i sistemi sensori hanno rilevato il raggiungimento della velocit necessaria a sviluppare la portanza del velivolo. Nel test condotto, inoltre, Aquila ha operato solamente tramite batterie per poter comprendere al meglio il modello di consumo e stabilire le opportune ottimizzazioni in ottica di un volo a piena velocit di crociera. Il velivolo ha operato ad una velocit di 25 miglia all'ora, consumando meno di 2000W nel suo primo volo, rispettando le previsioni iniziali degli ingegneri. Aquila arriver a consumare fino a 5000W (quanto un paio di aspirapolveri) durante la sua normale operativit. Vi saranno varie sfide da superare nel corso dei prossimi mesi con il prosieguo dello sviluppo e della sperimentazione. Lo scoglio dell'energia sembra essere quello pi complicato: Aquila avr infatti bisogno di un sistema di raccolta dell'energia solare che gli permetta di operare durante il giorno e contemporaneamente di stoccare energia da utilizzare nelle ore notturne, un problema che ovviamente si aggrava durante il periodo invernale quando l'insolazione si riduce in maniera significativa. Per questi motivi anche le batterie dovranno essere progettate e ottimizzate per conservare la necessaria quantit di energia per l'operativit durante il buio. Da ultimo, ma non certo per importanza, sar necessario affrontare il problema dei costi. Il successo di Aquila sar infatti strettamente collegato alla sua convenienza economica rispetto alle attuali infastrutture di telecomunicazioni, cos da renderlo un'alternativa realmente percorribile. Tutto ci passa da uno sviluppo volto ad incrementare l'efficienza dei sistemi di alimentazione e di comunicazione, a migliorare la robustezza del velivolo cos da abbattere i costi di manutenzione, ad aumentare l'autonomia operativa cos da non richiedere flotte numerose e a ridurre al minimo la supervisione umana.

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