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NASA, scoperto nuovo sistema con almeno 3 esopianeti abitabili

NASA, scoperto nuovo sistema con almeno 3 esopianeti abitabili

Nella conferenza tenuta il 22 febbraio, ampiamente anticipata e fortemente attesa, la NASA ha annunciato che lo Spitzer Space Telescope ha confermato la presenza di sette pianeti con caratteristiche simili alla
Terra orbitanti attorno ad una stella particolarmente vicina per i canoni spaziali. A circa 40 anni luce di distanza dalla Terra c' in altre parole un sistema con sette esopianeti, fra cui a detta della NASA tre nella "Goldilocks Zone", nella zona abitabile. Un annuncio di questo tipo non ha eguali nella storia recente dell'astronomia visto che la prima volta che viene trovato un sistema solare con sette pianeti e dimensioni simili al nostro. E c' di pi: secondo la NASA in condizioni atmosferiche ideali ognuno di questi pianeti potrebbe contenere acqua allo stato liquido, con le probabilit pi alte naturalmente per gli esopianeti nella zona abitabile. Maggiori certezze sono rimandate in seno ad analisi pi approfondite. Se venisse scoperta la presenza di ossigeno, metano, ozono e diossido di carbonio nell'atmosfera di solamente uno dei sette pianeti, questo ci direbbe che "al 99% c' vita", ha dichiarato Michael Gillon, uno dei responsabili principali della scoperta. "Questa scoperta potrebbe rappresentare un pezzo significativo nel puzzle per la ricerca di ambienti abitabili, luoghi che sono favorevoli alla vita", ha invece sottolineato Thomas Zurbuchen durante la conferenza per la stampa. Il gruppo di pianeti intorno alla stella TRAPPIST-1 si pu osservare nella costellazione dell'Aquario e si trova a circa 39,5 anni luce dal nostro sistema solare. Sembra inoltre che tutti i sette pianeti siano rocciosi, come la Terra, e non gassosi come ad esempio Giove o nane di ghiaccio come l'asteroide Cerere. I pianeti orbitano intorno ad una nana rossa pi fredda, piccola e meno luminosa del Sole, con orbite estremamente pi piccole rispetto a quelle dei pianeti del sistema solare. I pianeti pi interni completano le loro orbite in soli 1,5 e 2,4 giorni, mentre il sesto pianeta compie il percorso ogni 12 giorni e si stima che il settimo e ultimo pianeta completi la sua orbita in circa 20 giorni. La distanza fra un pianeta e l'altro in determinate circostanze pu essere paragonabile a quella della Luna e la Terra (solo qualche volta in pi), e quindi dalla superficie di uno dei pianeti potrebbe essere possibile osservare le caratteristiche geologiche dei pianeti pi vicini. Nonostante la vicinanza del sole c' la forte speranza per la presenza d'acqua sui pianeti, dal momento che TRAPPIST-1 piuttosto debole e dovrebbe produrre un calore inferiore rispetto al Sole. Sorgono dubbi per quanto riguarda il livello di radiazioni emanato, che potrebbe comunque essere fatale per l'essere umano. Rimangono comunque molto positivi i ricercatori: "Il sistema TRAPPIST-1 fornisce una delle migliori opportunit per il prossimo decennio di studiare le atmosfere intorno a pianeti che hanno dimensioni simili a quelle terrestri", ha detto Nikole Lewis. La parola TRAPPIST sta per "Transiting Planets and Planetesimals Small Telescope", lo strumento in Cile che ha originariamente permesso di scoprire tre dei pianeti lo scorso mese di maggio. Con l'aiuto di altri telescopi terrestri, come il Very Large Telescope dell'European Southern Observatory, lo Spitzer ha confermato l'esistenza di due di questi e ne ha scoperto altri cinque. La novit sul nuovo sistema solare arriva in un periodo molto florido per l'astronomia, con scoperte che si susseguono inarrestabili da parecchi mesi e con Elon Musk che ha rivelato i suoi piani per mandarci su Marte. Tuttavia per il momento il caso di mantenere i piedi saldati in Terra, in tutti i sensi, visto che i dubbi sulla reale abitabilit dei pianeti appena scoperti sono ancora molti. probabile che vista la vicinanza con il proprio sole i sette pianeti siano in rotazione sincrona, quindi espongono sempre la stessa faccia, e pertanto ci possono essere differenze di temperatura enormi fra la zona illuminata e quella scura. Questo porterebbe anche alla presenza di venti molto forti, rendendo la vita probabile solamente nelle zone vicine alle aree crepuscolari. Le nane rosse sono inoltre soggette a brillamenti frequenti e molto pi violenti di quelle tipiche del nostro Sole, capaci addirittura di compromettere le stesse atmosfere dei pianeti pi vicini. Serviranno ancora anni di ricerche e studi per analizzare la reale composizione del nuovo sistema, delle atmosfere dei pianeti, e della possibilit di trovare acqua e addirittura vita sulla loro superificie. Tutto quello che abbiamo oggi, e non poco, che l a 39,5 anni luce dalla Terra c' un altro fantastico sistema di pianeti pieno di nebulosi misteri. E il sogno di riuscire a raggiungerlo.

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