<div>No, l'automobile di Google non ha ucciso una nonnetta che rincorreva una papera</div>

Lavorare per un colosso come Google non significa per forza cementarsi dietro una noiosa scrivania, scrivere codice come se non ci fosse un domani o prestare erudite consulenze al partner di

turno. A volte si scende in campo anche per un po' d'azione, soprattutto se consideriamo tutti i settori paralleli che Big G sta iniziando ad abbracciare. E nel caso delle automobili a guida autonoma il testing sul campo indispensabile.

Le self-driving car hanno incontrato parecchi "ostacoli" da quando sono state immesse sulle strade insieme a quelle guidate da autisti in carne ed ossa. L'imprevedibilit dell'essere umano rimane il problema pi grande per le nuove tecnologie e questo quanto stanno riportando tutte le testate internazionali, che sottolineano che gli algoritmi di guida autonoma di Google si trovano in leggero imbarazzo di fronte a situazioni non previste.

La troppa prudenza delle Google car mette apparentemente in difficolt i pi spregiudicati autisti in carne ed ossa con manovre talvolta troppo brusche e impensabili da essere interpretate in tempo da chi segue. Le auto di Google, inoltre, andrebbero in tilt anche di fronte alle biciclette a scatto fisso, che possono essere mantenute in equilibrio con piccoli colpetti sui pedali e senza mantenere la gamba sull'asfalto.

Tutte situazioni che mettono in discussione la reale fruibilit della tecnologia che, comunque, ricordiamo che verr immessa sul mercato in non prima di cinque anni. Seguendo la naturale scaletta di marcia (e forse anche in risposta agli articoli recenti della stampa) Google ha rilasciato un nuovo report mensile sulla situazione della sua auto a guida autonoma, spiegando come la propria vettura si comportata (o si comporter) all'interno di situazioni particolari.

Fra queste l'attraversamento improvviso di cervi, in quantit nella nuova location di prova a partire da settembre (Austin, in aggiunta a Mountain View), ma anche situazioni pi assurde e che sono realmente successe. Google cita cadute di oggetti da altri veicoli, o anche "una donna in una sedia a rotelle elettrica che rincorreva una papera nel bel mezzo della strada". Tutte situazioni accadute con l'automobile di Mountain View, e che la stessa ha saputo gestire in maniera appropriata.

Ecco come: "Piuttosto che insegnare alla vettura a gestire ogni singola situazione specifica, diamo ai nostri algoritmi abilit fondamentali per identificare oggetti non familiari o altri utenti della strada, e poi facciamo un sacco di pratica in una vasta gamma di situazioni diverse", scrive Google sul report. "Spesso il miglior approccio umano - e quindi anche quello del nostro veicolo - quello di rallentare o fermarsi fino a quando non si ottengono ulteriori informazioni sulla situazione".

"E siccome la macchina ha una visibilit piena a 360 fino a circa 200 metri e presta sempre attenzione, potrebbe essere in grado di identificare e rispondere a situazioni pericolose prima ancora di impattare con il pericolo". Dalle parole di Google si evince una certa sicurezza sull'affidabilit dei propri algoritmi, in pieno contrasto con le riflessioni - a volte troppo critiche - degli addetti ai lavori, probabilmente ancora troppo ansiosi di fronte a tecnologie simili.

Google ha inoltre sviscerato i nuovi numeri dei test: i veicoli di Big G sono 48, suddivisi in 23 Lexus RX450h tutti sulle strade americane e 25 prototipi di cui solo 5 sono attualmente in prova a Mountain View. Sono state macinate oltre 1,1 milioni di miglia (quasi 2 milioni di chilometri) in modalit automatica e 877 mila in modalit manuale, con una media di circa 10 mila miglia settimanali sulle strade pubbliche.


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