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Roaming UE applicato illegalmente in Italia: Agcom impone nuove regole da rispettare

Roaming UE applicato illegalmente in Italia: Agcom impone nuove regole da rispettare

In risposta alle pratiche scorrette realizzate da alcuni operatori telefonici italiani in materia di tariffe roaming, l'Agcom ha rilasciato una nuova delibera al fine di mettere un tetto alle tariffe applicate
dalle società in caso di uso della SIM nei paesi UE. A partire dal 30 aprile 2016 l'Unione Europea ha attivato le nuove soglie per il roaming europeo come forma transitoria in attesa dell'eliminazione delle soglie aggiuntive previste per metà 2017. Non tutto è andato come sperato. Alcuni operatori italiani, nella fattispecie TIM e Wind, hanno adottato delle pratiche che abbiamo considerato "un po' creative", ma che successivamente Agcom ha definito in maniera più corretta: illegali. Ci riferiamo nello specifico alle tariffe Roaming Europa Daily Basic di TIM e alla Offerta per la nuova regolamentazione valida in Unione Europea di Wind. Abbiamo trattato l'argomento a più riprese nelle pagine che riportiamo di seguito:Roaming in Europa adesso più economico: ecco quanto costerà usare il cellulare nei paesi EUTIM si adegua al nuovo roaming UE, in maniera un po' creativaRoaming EU, TIM e Wind violano le nuove regole secondo l'AducTIM Roaming Europa Daily non è legale: secondo l'UE non si può fareTIM e Wind bacchettate dall'Agcom: le tariffe in roaming sono illegaliConsiderando lo storico degli eventi, non ci sorprende più di tanto che l'Agcom sia intervenuta spiegando in maniera molto semplice le nuove regole imposte dall'Europa. Come se società dal valore di centinaia di milioni, o miliardi, di euro ne avessero realmente bisogno. L'Autorità per la tutela dei diritti dei consumatori ha spiegato che "il punto di partenza del regime transitorio dovrebbe pertanto essere i rispettivi prezzi nazionali al dettaglio, che possono essere soggetti a un sovrapprezzo non superiore alla tariffa massima di roaming all'ingrosso applicabile nel periodo immediatamente precedente il periodo transitorio. Detto regime transitorio dovrebbe inoltre assicurare tagli tariffari sostanziali ai clienti a decorrere dalla data di applicazione del presente regolamento e non dovrebbe in nessun caso, allorché il sovrapprezzo è aggiunto al prezzo al dettaglio nazionale, comportare prezzi di roaming al dettaglio superiori alle tariffe massime di roaming al dettaglio regolamentato applicabile nel periodo immediatamente precedente il periodo transitorio". Insomma l'Agcom non aggiunge nulla di nuovo a quello che sapevamo già e che la Commissione UE ci aveva spiegato in maniera piuttosto chiara, ma che sembra essere sfuggito ad alcuni dei gestori telefonici del Belpaese. L'Autorità cita inoltre le Linee guida emanate dal BEREC per l'applicazione del Regolamento TSM che precisano che "il prezzo applicato per le offerte in roaming non dovrà essere in nessun caso superiore alle soglie di prezzo regolamentate per il mercato wholesale", stabilite come nella tabella che riportiamo nella pagina. TIM e Wind hanno abbracciato il nuovo regolamento introducendo delle tariffe prepagate in sostituzione di un piano tariffario di base a consumo. Cosa che non si può fare secondo il BEREC, che chiarisce che "se un cliente in roaming decide di optare in modo esplicito per una tariffa alternativa, egli deve essere informato sull'esistenza delle soluzioni tariffarie in roaming regolamentate e sui relativi vantaggi". In più il Regolamento "ammette la possibilità di continuare ad offrire agli utenti offerte 'a pacchetto', per le quali, ad un prezzo giornaliero o periodico, viene offerto un determinato volume di traffico in roaming, purché il consumo dell'intero importo di tale volume conduca ad un prezzo unitario per chiamate in roaming regolamentate effettuate, chiamate ricevute, SMS inviati e servizi di dati in roaming che non superi il rispettivo prezzo al dettaglio nazionale e il sovrapprezzo massimo, così come sopra richiamati". Il documento poi chiarisce la posizione nei confronti di TIM e Wind in maniera piuttosto netta e schiacciante: "Come chiarito anche dalla Commissione europea, tale ultima disposizione del Regolamento non può essere interpretata nel senso di consentire che le tariffe giornaliere o i costi fissi periodici ivi disciplinati possano rappresentare la tariffa di base applicata automaticamente agli utilizzatori [...] e, a maggior ragione, non possono essere il solo piano tariffario disponibile per i consumatori. Al contrario, è necessario che il consumatore aderisca a tali offerte, mediante manifestazione espressa di volontà in tal senso". Oltre alla definizione delle tariffe di roaming riportate nella tabella, l'Agcom fonda la sua delibera su 5 punti fondamentali che riassumiamo, riportandoli testualmente come dal documento rilasciato e disponibile sul sito ufficiale.L'offerta di servizi roaming al dettaglio a tariffa fissa periodica può essere alternativa alla tariffa base di cui all'art. 2 ma non può costituire l'unico piano tariffario disponibile per i consumatori.Il consumatore deve aderire espressamente all'offerta alternativa tramite esplicito consenso. In caso di non adesione si applica automaticamente la tariffa base (di Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni 224/16/CONS 8 salvaguardia) a tutte le offerte in vigore.I fornitori di servizi di roaming al dettaglio sono tenuti a fornire ai consumatori informazioni esaurienti e complete sulla tariffa base e sulle tariffe alternative offerte al momento della sottoscrizione dell'abbonamento.I fornitori di servizi di roaming al dettaglio forniscono tempestiva informativa ai propri clienti in roaming che si recano in un Paese dell'UE sulle tariffe applicabili (base e alternative); aggiornano senza indebito ritardo i propri clienti in roaming sulle tariffe applicabili ad ogni variazione delle stesse; inviano a intervalli ragionevoli un richiamo a tutti i clienti che abbiano optato per tariffe diverse dalle nuove offerte.Il cliente deve essere pienamente informato circa la possibilità di poter recedere senza oneri e in qualsiasi momento da un'offerta alternativa a favore di quella base o di un'eventuale altra offerta alternativa.

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