<div>Su Marte scorre l'acqua, la NASA ne è certa e conferma</div>

Circa cinque anni fa gli scienziati della NASA osservavano un fenomeno insolito su Marte, soprattutto in alcuni periodi dell'anno del pianeta. Nello specifico, su alcuni pendii ripidi nell'estate marziana si sviluppavano

strane macchie scure che scomparivano invece in inverno. La forma delle macchie era quella tipica di un liquido che scorre in discesa.

Ai tempi sembrava possibile che quell'ipotetico liquido fosse acqua, con la scoperta che consegnava la prima timida prova della sua presenza sulla superficie marziana. Ma perch quella prova si trasformasse in verit, gli scienziati avevano bisogno di individuare la composizione chimica delle sostanze che componevano le macchie.

Superati gli ostacoli di tipo tecnico, gli scienziati sono riusciti a verificare le sostanze incriminate, e marted sono riusciti a confermarlo: sulla superficie di Marte scorre acqua salata.

Le ondate scure vengono definite "recurring slope lineae", RSL. Appaiono esclusivamente su pendii ripidi, come ad esempio le pareti dei crateri, e seguono percorsi intrecciati. Trovando condizioni climatiche favorevoli sono solamente presenti in estate, mentre in inverno e primavera non c' traccia per via del possibile congelamento dovuto alle temperature rigide.

L'acqua allo stato liquido dovrebbe evaporare nella rarefatta atmosfera marziana, tuttavia i sali disciolti nel liquido inibiscono il verificarsi del processo abbassando il punto di congelamento dell'acqua anche di 80C.

Non stato semplice comunque trovare la conferma dalle prime prove iniziali. Gli RSL sono tipicamente larghi pochi metri e la fotocamera utilizzata per le scansioni sul pianeta riesce a riprodurre i dettagli nell'ordine del quarto di metro per ogni pixel. Tuttavia, i limiti maggiori provenivano dallo spettrometro (CRISM), che pu separare le lunghezze d'onda della luce ed utilizzarle per dedurre la composizione chimica di quello che viene inquadrato. CRISM riesce purtroppo a riprodurre dall'orbita solo 18 metri su singolo pixel.

Gli scienziati hanno dovuto cos approntare un sistema per capire come ottenere i dati necessari con CRISM. Hanno cos iniziato ad analizzare le aree con una maggiore affluenza di RSL, in cui le stesse macchie erano pi larghe o raggruppate in modo tale da riempire un singolo pixel del CRISM con una RSL completa, o quasi. Infine hanno quindi ripreso le stesse regioni anche quando la RSL scompariva nello stesso periodo estivo.

I risultati ottenuti mostrano un quadro chiaro, coerente con quelli ottenuti su tutti i siti analizzati. Nelle macchie scure sono presenti in tutti i casi sali idrati: in due di queste c'era una miscela di perclorato di magnesio, clorato di magnesio e cloruro di magnesio; in un'altra per la maggior parte perclorato di sodio, trovato in abbondanza anche su altri siti. I perclorati hanno inoltre la caratteristica di legarsi sul perclorato di acqua e magnesio, e sono usati in commercio per rimuovere l'acqua dalle miscele gassose.

Anche se la NASA non in grado di mostrare immagini con l'acqua che scorre su Marte, questi materiali appaiono solo in alcuni periodi stagionali ben precisi, il che significa che vengono trasportati da un liquido per poi precipitare, o che i flussi portano con s un quantitativo sufficiente di acqua tale da modificare lo stato di idratazione dei sali gi presenti. In ogni caso comunque coinvolta la presenza di acqua.

L'unica incertezza deriva dalla provenienza dell'acqua, fattore che rappresenta il mistero pi eclatante in tutto il processo di formazione delle RSL. Le regioni equatoriali di Marte non dovrebbero avere molte riserve di ghiaccio, che sono soprattutto spostate verso i poli, cos come l'acqua presente nell'atmosfera marziana non dovrebbe essere sufficiente a scatenare le modifiche necessarie per il verificarsi del processo.

La NASA ha comunque promesso di indagare sul fenomeno e capire quello che accade in queste singole regioni della superficie marziana per rispondere anche a questo quesito.


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