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HTC Italia comunica i dettagli sulla commercializzazione del visore di realtà virtuale Vive, i cui preordini, come precedentemente annunciato, prenderanno il via nella giornata di oggi (29 febbraio). Il dato più

rilevante è quello del prezzo ufficiale previsto per l’Italia: HTC Vive viene proposto al prezzo di 899 euro (il prezzo “global” era stato fissato a 799 dollari pochi giorni fa), prezzo applicato senza alcuna disparità di trattamento in tutti i mercati europei. La procedura che consentirà di effettuare l preordine prenderà il via oggia partire dalle 16:00 ora italiana. Gli utenti interessati possono collegarsi al seguente indirizzo.

Gli ordini presentano il limite di una unità per ciascun acquirente, mentre, per quanto riguarda il software, HTC rende noto che oltre a Fantastic Contraption e Job Simulator, solo per un periodo limitato,Tilt Brush di Google sarà incluso nel bundle previsto per i preordini. Si ricorda che Tilt Brush offre la possibilità di creare rappresentazione grafiche 3D che possono essere successivamente esaminate da qualsiasi angolazione sfruttando il visore.

Le prime consegne del Vive prenderanno il via a partire dal5 aprile prossimo. L’Italia rientra nell’elenco delle 24 nazioni in cui il visore di HTC sarà inizialmente disponibile (Taiwan, Cina, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Germania, Francia, Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Islanda, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Spagna, Svizzera, Irlanda e Svezia).

Tilt Brush

Confermato quindi un prezzo superiore di 200 euro rispetto a quello del principale concorrente, ovvero l’Oculus Rift, proposto al prezzo di 699 euro. Per le prime impressioni di utilizzo dei due visori si rimanda all’approfondimento pubblicato alcuni giorni fa.

HTC Vive, al momento, è il prodotto su cui l’azienda taiwanese sta investendo per cercare di ritagliarsi uno spazio in un mercato emergente, molto promettente, in cui lo spazio per imporsi non manca. Il target di riferimento di HTC in questa fase è quello degli early adopters, per quanto riguarda il segmento consumer, visto che il costo della periferica, pur adeguato al valore intrinseco ed agli inevitabili costi R&D che contribuiscono a far lievitare il prezzo iniziale, non la rende oggettivamente un prodotto destinato all’utenza mainstream per il momento.

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