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Sono trascorsi ventritre anni da quando il ventiduenne Neil Papworth, ingegnere della Vodafone, inviò tramite computer un sms con scritto “Happy Christmas”. Era il 3 dicembre del 1992 e quel semplice augurio, che arrivava qualche giorno in anticipo, era destinato ad entrare nella storia dell’informatica. 

Il messaggio, inviato da Papworth al dirigente dell’azienda Richard Jarvis, arrivò al destinatario ma non ottenne risposta. Dovevano trascorrere ancora degli anni prima che sul mercato si diffondessero i primi telefoni portatili dotati di tastiera, con i quali sarebbe stato possibile inviare dei messaggi di testo. “Alla Vodafone”, ha dichiarato Papworth qualche anno fa, “pensavano di utilizzarlo come un sistema interno, in modo che le segretarie potessero rimanere in contatto con i loro capi, inviare loro messaggi e dire loro cosa fare e dove andare”.

La storia degli SM (Short Message) in realtà era iniziata circa dieci anni prima dell’invio di quel fatidico messaggio di auguri. Nel 1984 il finlandese Matti Makkonen, ingegnere della Nokia, mentre era in pizzeria (o, almeno, così si vocifera) ebbe la brillante idea di dotare i dispositivi mobile di un sistema per inviare anche dei messaggi di testo. L’anno successivo il tedesco Friedham Hillebrand dispose che ogni messaggio non potesse superare i 160 caratteri, nei quali poteva comodamente rientrare una breve risposta. Da quel momento in poi si iniziarono ad elaborare idee per telefoni portatili dotati di un sistema capace di ricevere ma non di rispondere a messaggi di testo. Lo scopo era quello di favorire il mercato del gestore che, in questa maniera, poteva inviare agli utenti informazioni e offerte promozionali. Il servizio, chiamato Short Message Service, non aveva alcun costo.

Nel 1993 Telia lancia la prima attività di invio SMS a fini commerciali. Ma è nel 1994 che la Vodafone dà inizio a quella che sarà una rivoluzione delle comunicazioni mettendo a disposizione degli utenti il primo servizio di invio SMS. Fu solo il principio di un trend che solo oggi, in seguito alla diffusione di applicazioni di messaggistica istantanea, sta iniziando a scemare (ma neanche tanto). Le cifre di uno studio dell’Economist del 2015 parlano chiaro: ogni giorno vengono inviati 20 miliardi di SMS contro i 30 miliardi di messaggi inviati tramite WhatsApp. Non è detto però che la diffusione di applicazioni alternative per l’invio di messaggi finiranno per mandare in crisi il mondo degli SMS che rimangono in ogni caso il mezzo più comodo per comunicare quando la copertura internet è assente. 

 

 

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