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A volte la chirurgia estetica può essere un salto nel buio: è difficile riuscire a capire a priori quale sarà il nostro aspetto dopo l’intervento. Le tecnologie di realtà virtuale e

aumentata promettono però di portare novità anche in questo campo. Un metodo utilizzato nei casi di mastoplastica addittiva per dare un’idea del risultato finale è quello di far indossare alla paziente un reggiseno appositamente modellato per simulare il risultato finale dopo l’operazione. Già ora è poi facile, tramite appositi software, acquisire un modello tridimensionale del corpo del paziente e modificarlo in base all’operazione che si andrà ad effettuare. Rispetto a questi metodi la novità sta nel fatto che, indossando un visore VR, è possibile per il paziente non solo vedersi dall’esterno, ma immergersi in una realtà virtuale in cui rimirarsi allo specchio con il seno rifatto.

La comunicazione tra medico e paziente è uno degli aspetti chiave per la buona riuscita di un’operazione ed è proprio il doppio passaggio tra le intezioni di qeust’ultimo e i risultati ottenibili dal primo uno dei passaggi più delicati in chirurgia plastica. La rappresentazione 3D in realtà virtuale del risultato ottenibile dovrebbe facilitare il paziente nell’esprimere i suoi dubbi e le sue richieste e il medico nel mostrare quali sono i risultati che si possono realisticamente ottenere, a volte ben diversi da quelli dell’immaginario collettivo.

Le tecnologie di realtà virtuale e aumentata si stanno sempre più facendo strada nella nostra vita quotidiana, permettendoci di visitare la nave e i luoghi di destinazione prima di una crociera, una casa prima dell’acquisto, un museo anche se si trova dall’altro capo del mondo.

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