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La RIAA – Recording Industry Association of America – pubblica la situazione del mercato musicale statunitense, che fa registrare per il primo semestre del 2016 un fatturato di 3,4 miliardi

di dollari con una crescita dell’8,1%.

A fare da traino sono i servizi di streaming come Spotify, Apple Music e Pandora: il fatturato generato da questo tipo di distribuzione cresce del 57% a 1,6 miliardi di dollari nel periodo in esame, costituendo la met di tutte le vendite. Di questa fetta, 1,01 miliardi sono generati dagli abbonamenti, mentre lo streaming on-demand supportato dalla pubblicit genera 195 milioni di dollari con una crescita del 24%.

Se la tendenza trovasse conferma anche nella seconda met dell’anno, il settore musicale in USA registrerebbe una crescita per il secondo anno consecutivo, una cosa che non accadeva dal 1999 quando la diffusione della musica digitale fece esplodere il fenomeno della pirateria.

Uno scenario a cui l’industria della musica non riuscita a reagire con sufficiente reattivit nel proporre un’alternativa legale e conveniente. I primi negozi online di musica hanno proposto file protetti da DRM, complicando le operazioni di bakcup e spesso limitando la riproduzione a determinate applicazioni o a pochi dispositivi comunque collegati ad un singolo account. E con l’approdo della musica digitale legale le etichette, abituate ad un mercato basato su album completi, hanno iniziato a scoprire che il pubblico di massa preferiva per gran parte acquistare brani singoli, pi economici.

Spotify attualmente leader del mercato con 40 milioni di abbonati paganti e un volume di pubblico ancor pi consistente che fa uso del servizio gratuto supportato dalla pubblicit. Apple Music, che non offre alternative gratuite, ha 17 milioni di abbonati: per interessante osservare, come sottolineano le etichette, che la maggior parte dei clienti di Apple sono nuovi al concetto della musica a pagamento.

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