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Nella serata di martedì Elon Musk ha annunciato il suo piano più ambizioso, quello di costruire una città su Marte interamente abitata. Si tratta di un processo lungo realizzabile solo portando

un centinaio di persone per viaggio, per un’iniziativa che sa molto di fantascientifico. Durante la sessione di domande e risposte Musk ha dovuto affrontare alcune domande inevitabili. Fra queste: “Come sceglierete le prime persone che porteranno la luce dell’umanità sul Pianeta rappresentandoci tutti?”

Ha sorpreso la risposta di Musk, più che altro per l’onestà: “Credo che i primi viaggiatori su Marte dovranno essere tipi molto avventurosi. Il rischio di fatalità sarà piuttosto elevato, non posso negarlo”. Il viaggio avrà una durata di circa 80 giorni e in quel tragitto tutto può succedere: “Sei pronto a morire? Se si, allora sei un candidato potenziale”, ha poi aggiunto per rincarare la dose ma poi si è destreggiato su altri argomenti ritenuti più caldi ai fini del dibattito.

“Quello che conta davvero è riuscire a realizzare una civiltà in grado di sostenersi autonomamente su Marte il più in fretta possibile. Non è come con le missioni Apollo, dobbiamo riuscire a minimizzare i rischi esistenziali e ritrovare un tremendo senso dell’avventura”. E, sebbene la morte accidentale possa essere piuttosto probabile nei primi tentativi di portare gli esseri umani su Marte, Musk sembra pensare che un esito catastrofico non riuscirà a dissuadere le persone dall’idea.

Oltre alle casualità durante il tragitto, Musk ha ammesso che la radioattività dello spazio profondo può causare un aumento delle possibilità di contrarre tumori: “Sarebbe un’avventura incredibile. Credo che sia la cosa più stimolante che possa mai immaginare. La vita ha bisogno di essere più di una semplice soluzione ai problemi di tutti i giorni. Devi svegliarti e appassionarti al futuro, essere ispirato, e voler vivere davvero”, ha poi concluso l’imprenditore.

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