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perdita dati

Ieri, 13 settembre 2016, ESET ha rilasciato un comunicato stampa che ha per tema il problema della perdita di dati sensibili. Una questione scottante che può riguardare chiunque e che, nella peggiore delle ipotesi, comporta conseguenze davvero spiacevoli. Leggiamo nel comunicato “La perdita di dati e le violazioni sono all’ordine del giorno, ma ci sono ancora molte idee sbagliate su come e perché succedono. Se è vero che nell’immaginario comune il pericolo di perdita dei dati è legato ad ambientazioni hollywoodiane in cui gli attacchi informatici vengono sferrati da minacciosi hacker che operano da stanze da letto buie e tenebrose, la realtà è che la perdita di dati spesso è il risultato di uno sfortunato incidente o di una falla strutturale all’interno dell’azienda“. Quali sono dunque le cause più frequenti della perdita di dati?

Innanzitutto, occorre fare una distinzione tra la vera e propria perdita di dati e il furto. Si parla di violazione e di conseguente furto di dati quando un ente esterno riesce a superare le barriere di sicurezza dei deispositivi di un’azienda impossessandosi delle informazioni in essi contenute. Tale violazione non dipende tanto dall’abilità dell’hacker quanto dalla vulnerabilità dei sistemi di protezione. 

La perdita di dati, invece, può verificarsi in diverse circostanze tra le quali occorre prendere in considerazione innanzitutto la malevola intraprendenza di un dipendente scorretto che si appropria di informazioni per i suoi interessi. Limitandosi alla perdita di dati, ESET all’interno del comunicato prende in considerazione diverse possiibli cause. 

  • Perdita di dati: Errore umano

Il primo fattore da prendere in considerazione è, ahinoi, l’errore umano. Si tratta, purtroppo, di un fattore che non può essere previsto né calcolato con esattezza. Le stime raccolte da ESET ci parlano di percentuali considerevoli. A fare scalpore, ad esempio, la distrazione di un impiegato del Federal Deposit Insurance Corp che ha inavveritamente dimenticato in tasca una penna USB contenente i dati di oltre 44.000 clienti. Dati che poi sono stati, sempre inavveritamente, scaricati. Come difendersi da situazioni di questo tipo? Fornendo agli impiegati che si trovano a trafficare con dati sensibili, anche se non specialisti, quantomeno una consapevolezza informatica.

  • Perdita di dati: il Furto

Al secondo posto nella lista delle cause di smarrimento di informazioni aziendali vi è il furto. In questo caso non parliamo di violazione del sistema da parte di un terzo, ma di un latrocinio di cui è responsabile un dipendente dell’azienda stessa. L’esempio riportato da ESET riguarda l’inglese OFCOM che ha scoperto le ruberie di un ex dipendente quando questo ha provato a vendere i dati al suo nuovo datore di lavoro. In quel caso si parlava di furti informatici che andavano avanti da oltre sei anni. In casi come questi una buona strategia consiste nello smistare i dati aziendali in più server e nel concedere l’accesso alle informazioni più importanti solo se strettamente necessario. 

  • Perdita di dati: Uso scorretto delle informazioni

Infine un’ultima causa che riguarda ancora una volta dipendenti sprovveduti. Per uso scorretto dei dati si intende infatti l’abitudine purtroppo abbastanza diffusa di condividere informazioni con amici e parenti o, addirittura, di prestare dispositivi aziendali a chi non è autorizzato. 

 

 

 

 

 

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