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Qualche giorno fa avevamo detto che la NASA avrebbe impiegato settimane, forse mesi, per trovare Schiaparelli. In realtà sono serviti solamente pochi giorni, con la Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) ha già

individuato il piccolo lander della ESA che ha rovinosamente raggiunto il suolo marziano dopo alcune imperfezioni nella manovra di atterraggio. Nella missione, definita un successo, la ESA è comunque riuscita a insediare il suo primo satellite intorno al pianeta.

Schiaparelli, la prima sonda europea destinata a raggiungere il Pianeta Rosso, era entrata nell’atmosfera marziana alle 16.42 del 19 ottobre e in 6 minuti avrebbe dovuto raggiungere la superficie. I segnali radio arrivati al Giant Metrewave Radio Telescope (GMRT) di Pune, in India, e al Mars Express in orbita per l’ESA, hanno indicato che è andata a buon fine grossa parte delle manovre, come ad esempio le manovre di decelerazione e attivazione di paracadute e scudo termico.

Tuttavia il segnale di Schiaparelli è stato perso prima del previsto, poco prima del contatto con la superficie marziana. Il giorno successivo, come previsto dai piani fotografici della NASA, la fotocamera CTX a bassa risoluzione della MRO ha scattato alcune foto del Piano Meridiani, proprio il luogo dell’atterraggio previsto di Schiaparelli, individuando la sonda. Sulla superficie del pianeta sono presenti due segni non presenti nelle fotografie precedenti, con le ultime scattate a maggio.

Uno dei segni è luminoso, e può essere associato al paracadute di 12 metri di diametro utilizzato nella seconda parte della discesa di Schiaparelli e rilasciato dal modulo prima della fase finale. L’altro segno è invece una macchia più scura di ampiezza di circa 15 x 40 metri, situata a circa 1km dal presunto paracadute. Secondo gli esperti potrebbe trattarsi del luogo di impatto del modulo, particolarmente evidente per via della violenza con cui il lander ha toccato il suolo marziano.

Schiaparelli è caduto da altezze fra i 2 e i 4 km, impattando probabilmente ad una velocità superiore ai 300km/h. L’ampiezza del segno potrebbe essere relativo infatti alla violenza dell’impatto, e alla possibilità che la sonda sia esplosa al contatto con la superficie marziana per via della presenza di carburante nei serbatoi dei retrorazzi, che sono stati attivi solo per una frazione del tempo prevista nei piani. Al momento tuttavia le cause dell’incidente sono ancora sotto indagine.

Quello che sappiamo è che il lander ha impattato con il suolo del pianeta a circa 5,4 km ad ovest rispetto al punto previsto, comunque ben all’interno dell’ellisi di atterraggio prevista dagli ingegneri dell’Agenzia Spaziale. Il team sta ancora decifrando i dati ricevuti dal Trace Gas Orbiter sulla discesa di Schiaparelli per analizzare ulteriori informazioni, ridurre gli errori nelle misure fatte fa GMRT e Mars Express e capire al meglio cosa sia successo per evitare che accada nuovamente in futuro.

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