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Le tecnologie mobile hanno cambiato considerevolmente la vita quotidiana degli italiani, non solamente per quanto riguarda la sfera porfessionale (smartphone e tablet sono divenuti strumenti di lavoro insostituibili nella maggior parte

delle aziende, anche in virt della loro caratteristica di essere un elemento fondamentale per le strategie di smart working) ma anche per quanto concerne il contesto privato. L’aspetto pi delicato di questa tendenza per che spesso non vi distinzione tra i dispositivi forniti dall’azienda – che dovrebbero rispondere a regole di sicurezza ben precise – e uso privato.

La misura di quanto le tecnologie mobile abbiano avuto impatto sul pubblico ben delineata all’interno di un’analisi condotta lo scorso novembre 2015 da Audiweb, la quale ha rilevato che quasi il 42% della popolazione italiana tra i 18 e i 74 anni ha utilizzato un dispositivo mobile per connettersi ad internet. Si tratta di un dato che supera sensibilmente l’audience complessivo digitale registrato per lo stesso mese e che include il PC e utenti appartenenti anche a fasce d’et inferiori, indicando pertanto come le piattaforme mobile stiano sempre pi prendendo il posto del tradizionale PC per quanto riguarda la fruzione di contenuti digitali e per compiere alcune operazioni (corrispondenza, acquisti) fino a non molto tempo fa riservate al desktop.

Andando pi indietro, nel mese di aprile 2015 uno studio di ING Direct ha offerto un’altra prospettiva della situazione: pur con un ritardo, in termini numerci, rispetto ad altri Paesi europei, oltre un terzo dei connazionali fa uso di strumenti di mobile banking ed il 20% ha previsto di avvicinarvisi nei mesi successivi all’indagine. Si tratta tuttavia di una porzione piuttosto piccola rispetto a quel 61% degli italiani possessori di smartphone o tablet che ha confermato di aver effettuato acquisti con il proprio dispositivo mobile.

I tratti di questo scenario (l’elevata diffusione dei dispositivi mobile e la crescita di attivit che prevedono direttamente un uso e una gestione del denaro – e-shopping e micropagamenti) rendono i dispositivi mobile un terreno di caccia molto appetibile per le scorribande dei cybercriminali. Per questo motivo il CLUSIT – Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica – ha proposto all’interno del Rapporto sulla Sicurezza 2015 un approfondimento sullo stato della sicurezza mobile, cercando di mettere in evidenza come l’atteggiamento e l’approccio attuale nei confronti della sicurezza dei dispositivi mobile non rappresenti un comportamento ottimale, specie in ottica futura.

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