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Fine dell’anno amara per Vodafone che ha ricevuto una sonora stangata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato proprio agli sgoccioli del 2016. Con un’adunanza tenuta lo scorso 21 dicembre l’AGCOM

ha stabilito l’irrogazione di una multa complessiva da un milione di euro alla divisione italiana dell’operatore telefonico, suddivisa in due multe di 500 mila euro per due diverse pratiche commerciali scorrette. Al centro di tutto la riduzione dei rinnovi da 30 a 28 giorni.

Di seguito riportiamo le descrizioni dei due illeciti commessi da Vodafone, così come appaiono sul documento rilasciato negli scorsi giorni dall’Autorità:

  • nei casi in cui la riduzione del periodo di rinnovo da 30 a 28 gg. ha interessato offerte di servizi di telefonia mobile voce e/o dati ricaricabile e in abbonamento abbinate alla vendita a rate di prodotti, la previsione da parte del professionista dell’addebito in un’unica soluzione del saldo delle rate residue a scadere per il prodotto e/o del corrispettivo di recesso anticipato, a carico di coloro che, a seguito della modifica de quo, hanno esercitato il diritto di recesso;
  • nei casi in cui la riduzione del periodo di rinnovo da 30 a 28 gg. ha riguardato offerte di servizi di telefonia fissa caratterizzate dalla rateizzazione del costo di attivazione, l’addebito in un’unica soluzione del saldo delle rate residue del predetto costo, a carico di coloro che, a seguito della modifica de quo, hanno esercitato il diritto di recesso.

Secondo quanto segnalato dall’AGCOM, Vodafone avrebbe sfruttato il passaggio del rinnovo da 30 a 28 giorni lucrando in determinate circostanze con condizioni diverse da quelle dei contratti sottoscritti dai clienti. Le circostanze a cui si fa riferimento sono i casi in cui i clienti hanno esercitato il loro diritto di recesso, e in cui sarebbero stati applicati i prezzi relativi alle modifiche del contratto, e non quelli del contratto stipulato all’occorrenza dagli stessi clienti.

Tutto secondo le norme, secondo Vodafone, che nella sua difesa ha fatto riferimento ad una “pluralità di fonti normative, sia comunitarie che nazionali”. Le disposizioni dell’operatore sarebbero state applicate “correttamente ed in perfetta buona fede”, comunicando le variazioni con oltre trenta giorni di anticipo rispetto all’entrata in vigore. Non c’è quindi scorrettezza nell’operato di Vodafone secondo i legali della società, motivazione che non ha tuttavia convinto l’AGCOM.

L’Autorità ha richiesto infatti un pagamento di 500 mila euro per le pratiche commerciali scorrette tenute nei confronti dei clienti mobile, ed altri 500 mila euro per le pratiche applicate nei confronti dei clienti fissi. Vodafone dovrà inoltre comunicare entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento tutte le iniziative assunte in ottemperanza alla nuova diffida.

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