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Un gruppo formato da 20 operatori del mercato telefonico europeo, fra cui Telecom Italia, Vodafone, Hutchison Whampoa (che possiede 3 Italia), ha dichiarato di voler portare le reti 5G nel Vecchio

Continente entro la fine del 2020, ma con una richiesta: rendere più deboli le regole sulla net neutrality e poter fare il bello e il cattivo tempo sulle velocità di connessione per gli utenti. I piani dei gestori sono racchiusi nel nuovo “5G Manifesto” pubblicato nei giorni scorsi.

Il Manifesto del 5G è un documento di sette pagine che riporta nel dettaglio il modo in cui i vari operatori telefonici distribuiranno le loro infrastrutture 5G nel continente, con i lavori che inizieranno fra pochi anni. La stampa internazionale ha già comunque posto l’attenzione sull’aspetto della net neutrality, dal momento che la richiesta delle compagnie telefoniche sembra porsi in diretto contrasto con le normative odierne che assicurano una internet aperta a tutti senza vincoli.

Stando al Manifesto le compagnie stanno preparando un “Piano d’Azione per il 5G” con cui dimostreranno entro il 2018 i benefici della nuova tecnologia sulle auto, sulla salute, sulla sicurezza pubblica, e anche in ambito smart city e mondo dell’intrattenimento. La coalizione chiede anche un investimento diretto da parte delle nazioni in modo che l’infrastruttura necessaria per il rilascio della tecnologia sia pronta in tutti i 28 stati membri dell’UE entro il 2020.

Al tempo stesso i 20 nomi che hanno firmato il documento chiedono anche una piccola clausola, che chiamano “il giusto contesto normativo”, per risolvere i “pericoli” derivanti dalle politiche della Internet aperta: “La UE deve conciliare l’esigenza di una internet aperta con le regole pragmatiche che promuovono l’innovazione”, si legge sul Manifesto del 5G. “L’industria delle telecomunicazioni avverte che le linee guida attuali sulla neutralità della rete, come esposte dal BEREC, creano incertezze significative sul rendimento degli investimenti compiuti sul 5G. Gli investimenti potrebbero essere infatti suscettibili di ritardo a meno che le autorità di regolamentazione abbiano un atteggiamento positivo nei confronti dell’innovazione”.

La EU in passato ha già respinto altre richieste di modifica delle normative che avevano l’obiettivo di proteggere ulteriormente il diritto alla net neutrality. Nelle leggi attuali ci sono infatti delle piccole vulnerabilità che consentono a servizi specializzati di utilizzare delle “corsie preferenziali”, come i servizi medici o per auto a guida autonoma. Tuttavia le leggi non obbligano a trattare tutto il traffico “in maniera equa, senza discriminazioni, interferenze o discriminazioni”.

Gunther Oettinger, Commissario UE per l’Economia e la Società Digitali, ha già accolto positivamente il Manifesto: “Si tratta di un prezioso contributo per il Piano d’Azione 5G che sarà presentato nel mese di settembre, insieme alla proposta di revisione del quadro normativo delle telecomunicazioni”. La Commissione Europea accetta per la revisione i feedback di tutti i cittadini del continente all’interno di un sondaggio pubblico che potete trovare a questo indirizzo. Il documento per intero è invece disponibile qui.

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