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L’iniziativa Patent Purchase Promotion che Google ha lanciato la scorsa primavera, potrebbe stimolare altre realt a condurre esperimenti simili per cercare di tagliar fuori dalla compravendita di brevetti i cosiddetti

“patent troll”.

Il programma sperimentale, durato tre settimane, ha rappresentato un tentativo di intercettare brevetti che inventori singoli, compagnie e altri avrebbero potuto vendere ad aziende che non producono prodotti ma invece usano i brevetti per assorbire costi di licenza dalle compagnie operative. Il programma offriva a chiunque la possibilit di vendere brevetti a Google al prezzo stabilito dallo stesso proprietario del brevetto.

Google ha comprato il 28% dei brevetti offerti che ha ritenuto essere significativi per le sue attivit. Anche se il numero di brevetti stato solo di poche migliaia, si di un risultato molto importante dato che i partecipanti avevano la possibilit di inviare solamente un brevetto per volta e non un intero catalogo.

I prezzi che Google ha rivelato pubblicamente sembrano inoltre essere in linea con quelli di mercato, e il prezzo mediano (escluse le offerte superiori ad 1 miliardo) di tutte le proposte stato di 150 mila dollari, con un range da 3 mila a 250 mila dollari.

Si tratta inoltre di un prezzo probabilmente inferiore a quanto Google avrebbe potuto sborsare anche solo pochi anni fa. I prezzi dei brevetti software sono infatti calati sensibilmente da quando la Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso, con una sentenza dello scorso anno, di elevare i requisiti per la brevettabilit di un software. Secondo alcune societ di consulenza legale un catalogo brevetti che tre anni fa poteva essere valutato 2-3 milioni di dollari, oggi ne varrebbe meno di 100 mila.

Google rimasta sorpresa dalla partecipazione dei singoli inventori, le cui proposte hanno costituito il 25% del totale, i quali a loro volta hanno apprezzato la rapidit della transazione. Google ha infatti impiegato circa due settimane per decidere se acquistare o meno il brevetto. L’azienda di Mountain View, nonostante il successo dell’iniziativa, non ha ancora deciso se, quando e per quanto ripeter nuovamente l’esperienza.

In ogni caso l’obiettivo di Google era evitare che compagnie operative vendessero i propri brevetti ai patent troll. Le compagnie operative hanno avanzato il 75% delle proposte totali e Google ha ricevuto numerose richieste da loro circa il progesso e il successo del programma a dimostrazione di come l’iniziativa abbia suscitato interesse e sia stata recepita come un tentativo di migliorare il mercato dei brevetti: se l’iniziativa di Google andasse ad ispirare altre realt si verrebbe a creare un mercato dei brevetti reale e sano, che poi quello di cui il settore ha bisogno.

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