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Negli scorsi giorni il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia ha approvato il Piano Strategico triennale 2017 – 2019 presentato dall’ad Flavio Cattaneo. Il punto cardine dell’intera strategia dell’operatore telefonico italiano

è la trasformazione: nei prossimi tre anni TIM punterà a diventare il “punto di riferimento del mercato per qualità totale sia nel fisso sia nel mobile”. Secondo la compagnia il piano dovrebbe garantire crescita nel fatturato e nell’EBITDA per tutta la sua durata e, più interessante per noi utenti, la crescita dell’infrastruttura di rete.

Telecom Italia prevede di investire 11 miliardi di euro, di cui 5 miliardi destinati allo sviluppo delle reti ultra broadband. Con la nuova strategia TIM dovrebbe coprire “oltre il 99%” della popolazione con la rete mobile LTE 4G e “il 95% della popolazione con la fibra ottica”. Saranno 50 le città che avranno a disposizione la fibra ottica da 1 GBit, e l’operatore dovrebbe cablare gran parte dell’Italia nel giro di due anni. Numeri che, purtroppo dobbiamo ammetterlo, ad oggi sembrano fantascienza considerando la capillarità odierna della fibra nelle zone periferiche.

Pare però che TIM ci creda davvero puntando gran parte degli investimenti proprio sull’espansione delle infrastrutture a banda ultra larga. La società prevede che nel 2019 i clienti LTE rappresenteranno il 90% dell’utenza Mobile Broadband e potranno godere di un’infrastruttura da 75 Mbps “pressoché totalitaria del Paese”, con picchi da 500 Mbps nelle aree centrali grazie alle tecnologie di carrier aggregation. La crescita passerà anche anche per il settore fisso domestico, che è forse quello su cui un po’ tutti abbiamo puntato i riflettori.

Oltre alla “accelerazione nella diffusione e conseguente adozione della fibra” di cui abbiamo parlato poco sopra, sarà fondamentale nella strategia commerciale di TIM la fornitura di dispositivi per la casa evoluti e connessi alla rete domestica, in altre parole l’operatore vuole scendere in campo con prodotti della Internet of Things pagabili direttamente in bolletta in modo da fidelizzare gli attuali clienti ed espandere la base di utenza. Il Piano triennale prevede infine un rilancio delle principali controllate (Inwit, Olivetti, Sparkle) e un consolidamento delle attività in Brasile.

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